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«Chi viene da fuori – scrive Ryszard Kapuściński in Ebano - usa un quadrangolare, che rimpicciolisce l’immagine ma allarga l’orizzonte, mentre la persona del posto ha sempre usato il teleobiettivo, se non addirittura il telescopio, che ingigantisce i minimi dettagli.».
Sia detto a beneficio delle giovani generazioni, non era quella di Toni Servillo: Giulio Andreotti aveva una faccia tutta sua. E alla faccia delle maschere di altri ministri degli esteri che oggi non apprestano un’espressione manco alle più tragiche sciagure dei nostri giorni, lui lo diceva usandola, la sua faccia: amo così tanto la Germania che preferisco che ce ne siano due. Era il 1984. E aveva ragione. Purtroppo.
Il lento svegliarsi,
“…Sono venuto a New York perché è il più miserabile, il più abietto di tutti i luoghi. Lo sfacelo è dovunque, la disarmonia è universale. Le basta aprire gli occhi per accorgersene. Persone infrante, cose infrante, pensieri infranti. La città intera è un ammasso di rifiuti.” - Paul Auster, “Città di Vetro”, in “Paul Auster, romanzi”, Einaudi, 2009, pag. 88.
È una città postmoderna, in disfacimento, sporca, piena di cose, in cui passato e presente si incontrano e convivono.
Tra le città che negli ultimi anni hanno mutato volto e destino, Matera rappresenta uno dei casi più emblematici. Da patrimonio UNESCO a Capitale Europea della Cultura 2019, la città ha attraversato una trasformazione che ne ha ridefinito funzioni, immaginario e ruolo nel Mediterraneo. Oggi Matera, Capitale Mediterranea del dialogo e della cultura, vive anche le contraddizioni di un successo che rischia di diventare consumo.
La riflessione sulla città contemporanea non può prescindere da un’indagine di carattere propriamente archeologico e fenomenologico. Quando ci interroghiamo sui vuoti che si stanno generando nel nostro tessuto urbano, evochiamo un'immagine che è al contempo materiale e metafisica.
La città sin dall’antichità non ha rappresentato solo uno spazio di aggregazione e di promozione dello sviluppo sociale, ma soprattutto un luogo ove identificarsi in un’ottica di comunità e di condivisione di valori. Ed è proprio questo che vi era alla base della polis greca (πόλις), in cui tutti i cittadini partecipavano attivamente alla vita cittadina, sottoposti alle medesime norme di diritto, al fine di garantire armonia ed equità tra gli abitanti stessi.
Le città da sempre sono state
Partendo dall’inizio.
La parola città deriva dal latino “civitas”, che significa "condizione di cittadino" o "insieme di cittadini". Dalla stessa radice deriva anche la parola civiltà.
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